Star Wars – Il risveglio della Forza (o del copia/incolla)

[Post a caldo con un solo spoiler ma che spoiler non è perché sta nelle prime scene]

Star Wars – Il Risveglio della Forza è uscito in Italia il 16 dicembre. Io sono andato a vederlo quasi una settimana dopo perché ho voluto testare la mia abilità di dribbling verso gli spoiler ma soprattutto perché non mi andava di assistere ad applausi a scena aperta sul primo fotogramma, nemmeno fossimo appena atterrati con un volo RyanAir. Tuttavia in una sala piena non è mancato chi, pur di portare una prova fisica della visione, ha iniziato a scattare una serie di foto non appena è partito l’opening crawl. Per fortuna è durato poco e comunque a me il biglietto del cinema è rimasto, non so alla fotografa dietro di me. Comunque, Episodio VII: com’è? Mediocre. Abrams ha fatto il compitino e lo ha svolto senza apportare modifiche strutturalmente consistenti al soggetto e alla sceneggiatura perché gli è bastato fare un collage di scene degli episodi IV e V. Intendiamoci, Il Risveglio della Forza non è un brutto film, è solo un tantino deludente se hai presente gli episodi precedenti.

I riferimenti ai capitoli della prima trilogia non sono semplici citazioni ma sono effettivamente delle riproposizioni in blocco di dinamiche, dialoghi ed espedienti sempre uguali. Se avete visto il film sapete a cosa alludo, se non lo avete ancora visto ve ne accorgerete se questo non è il primo Star Wars che guardate. Episodio VII è niente di più che una paraculata enorme perché da un lato fa leva sullo spettatore riportando sullo schermo le vecchie glorie della prima trilogia  e dall’altro sonda il terreno inserendo personaggi nuovi ma incastrandoli nelle stesse dinamiche già viste precedentemente. Abrams semplicemente non ha osato andare oltre lo svolgimento del tema, rinunciando a dare piena espressione alle potenzialità del film. La cautela è l’aspetto che più risalta all’uscita dalla sala dal momento che il soggetto è quello di Episodio IV mescolato ad episodio V dal quale mix esce una sceneggiatura infarcita di scene preconfezionate. Se devi fondare, come in questo caso, una nuova trilogia che riprenda dove ci siamo lasciati con episodio VI devi gettare basi solide che tengano conto di fattori di continuità e innovazione, è vero. Ma con Episodio VII siamo più a favore della continuità, intesa come minestra riscaldata, che dell’innovazione. E sto parlando in termini di struttura del racconto che non riesce a rielaborare quegli archetipi narrativi così come fece Lucas perché Abrams li ha semplicemente trasposti (J.J. non ti facevo così pigro). Che stile, ambientazioni, fotografia vengano mantenuti è necessario per dare continuità al racconto visivo che insieme alla trama dovrebbero fornire un impianto narrativo solido. Tuttavia, il film ha lo scopo di partorire quelle 4 scene madri che sono emotivamente bellissime e che non solo hanno il retrogusto del già visto ma adesso mettono decisamente in ombra tutto il resto – complice anche l’attesa e la vivisezione dei trailer fin nel minimo fotogramma. È tutto un bailamme di “bella la scena in cui Han Solo…”, “fantastico il momento in cui appare Leila” lasciando le briciole a coloro che dovranno dare vero e proprio seguito ai prossimi episodi.

star wars episodio VII

E come se non bastasse anche quelle scene principali sono costruite esattamente allo stesso modo di come sono state realizzate da George Lucas in “Guerre Stellari” e ne “L’Impero colpisce ancora” facendo schizzare alle stelle il fattore prevedibilità e provocando un piccolo attacco di sonno. È un male? Certamente, perché se volevo un amarcord rifacevo la maratona dall’inizio, J.J.! Perché, J.J., io ti voglio anche un po’ bene ma tu l’odio te lo vai a cercare col lanternino. Voglio dire: c’era davvero bisogno di riproporre gli stessi, identici meccanismi narrativi? E, soprattutto, c’era davvero bisogno di far passare uno dei protagonisti come la reincarnazione di Jar Jar Bings (Per dire una cosa senza spoilerare)? Tanto cauto e poi mi cadi su un Finn (John Boyega) col carisma di una noce e che il massimo che riesce a fare è tirar fuori un paio di gag? Ammetto che lo storm trooper che diserta [non è spoiler, siamo alla quinta scena forse] è una cosa inedita e mi è piaciuto molto. Come mi è piaciuto molto l’aver messo una protagonista femminile, in tutti i sensi (al netto del doppiaggio, Daisy Ridley la promuoviamo). Ma quello che mando giù a mala pena è il fatto di aver optato per un rischio calcolato temendo di fare la fine di Episodio I, tristemente omesso dalle recenti rielaborazioni dell’ordine di visione dei capitoli di Star Wars grazie al cosiddetto Machete Order. Ma poi si può davvero fare peggio de “La minaccia fantasma”?

In linea di principio J.J. nostro si è limitato a fare il democristiano accontentando molti e lasciando le imprecazioni agli estremisti della saga che nel frattempo si sono dati al voodoo. Episodio VII, alla fine dei conti, non è altro che un enorme ponte generazionale che ha il privilegio di portare in sala tre diverse generazioni di persone e per questo motivo J.J., probabilmente, non poteva fare altrimenti. Diciamo che l’operazione nostalgia ha funzionato alla grande. Anzi, è stata perfetta. Del resto 475 milioni di Euro non sono bruscolotti, considerando che quando scrivo questo post il film non è ancora stato uscito in Cina.

 

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