L’Abominevole Sposa, la recensione senza spoiler dello speciale vittoriano di Sherlock

[Sherlock ti voglio così bene che ti sei meritato la doppia recensione: quella con gli spoiler -che trovate a questo link – e quella senza spoiler – che trovate di seguito].

Steven Moffat e Mark Gattis ci hanno tenuto a digiuno due anni prima di darci in pasto un nuovo episodio di Sherlock. Soprattutto dopo la notizia che a causa di diversi impegni che hanno coinvolto gli attori della serie tv della BBC la quarta stagione sarebbe stata rilasciata non prima del 2017. E in fondo va bene così. Se non altro perché lo speciale natalizio ambientato in epoca vittoriana è un ottimo palliativo in attesa della nuova stagione che, stando alle parole del sadico Moffat, sarà un po’ dark e piena di cose che ci tormenteranno (Moffat, è l’attesa stessa della quarta stagione che ci tormenta! Ma tu lo sai e ci provi gusto, vero?). Ma veniamo al dunque: com’è questo episodio speciale di Sherlock? Diciamo che è il miglior modo per iniziare l’anno seriale. E non perché siamo reduci da una lunga attesa e i pranzi natalizi non ci abbiano saziati ma perché Moffat e Gattis ne hanno messa a segno un’altra creando uno speciale che è un gioiellino narrativo.

Come è stato ampiamente sottolineato dai vari trailer, questa nuova avventura di Sherlock e Watson è ambientata nella Londra vittoriana di fine ‘800 dove a farla da padrona sono tweed e merletti. Questa volta a bussare al campanello del 221B di Baker Street è il caso di Emelia Ricoletti, giovane sposa morta suicida che sembra essere tornata dall’oltretomba in cerca di vendetta. Un altro caso insolito per i due detective che, a richiamo delle vicende del mastino dei Baskerville nella seconda stagione, si trovano (di nuovo) ad aver a che fare con un elemento soprannaturale. Ma siamo nel mondo di Sherlock dove regna il razionalismo e la scienza per cui senza nemmeno contemplare il paranormale la domanda è una: chi si cela dietro il velo della sposa?

sherlock the abominable bride

Diciamo innanzitutto che L’Abominevole Sposa ha il grande pregio di restituire Sherlock Holmes all’immaginario a cui appartiene nei romanzi di sir Arthur Conan Doyle, quello gotico e pittoresco di cui non c’è traccia nella trasposizione moderna, mantenendo comunque quegli elementi che hanno reso Sherlock la serie gioiello che è. Tuttavia questo speciale non è solo un semplice episodio in costume: è anche l’occasione per Moffat e Gattis di dare una caratterizzazione ulteriore al personaggio di Sherlock, di far conoscere allo spettatore qualcosa di più intimo e personale esulando dalla mera operazione di fan service. L’Abominevole Sposa è un episodio che non si discosta totalmente dagli schemi narrativi a cui ci ha abituato la serie ma allo stesso tempo rappresenta una deviazione grazie alla quale gli autori possono compiere una forte operazione di addizione. Questo episodio è qualcosa di più di un semplice racconto in costume perché nasconde qualcosa di più profondo della sola soluzione del caso: così come Sherlock e Watson devono scoprire chi si cela dietro il velo della sposa, anche lo spettatore è accompagnato verso un livello in cui scopre cosa si cela dietro l’intero episodio. E Moffat e Gattis sono stati bravissimi a seminare indizi nell’episodio innescando gradualmente un tarlo nello spettatore che culmina con il momento più alto della puntata.

Questo speciale aggiunge una teatralità più consistente nella narrazione (“Il palco è pronto. Il sipario si alza” dice Holmes nel trailer) andando a inserire degli espedienti che ad un primo assaggio sanno di già visto ma che hanno il privilegio di mescolare realtà e finzione in modo pregevole. Soprattutto quando si comprende che questi espedienti servono a potenziare i personaggi i quali, nonostante mantengano lo status con i quali li abbiamo conosciuti, rimarcano meglio la propria posizione in questo universo narrativo con battute pungenti e siparietti carichi di ironia e sarcasmo (Benedict Cumberbacht e Martin Freeman sono come sempre al massimo della sintonia). Probabilmente la sto facendo troppo drastica e melodrammatica. Del resto evitare una qualsiasi forma di spoiler è limitante. Quello che posso dire è che L’Abominevole Sposa fa il punto su alcuni aspetti che a distanza di due anni vanno perduti e che da un lato servono a rinfrescare la memoria dello spettatore (un po’ come il recap ad inizio episodio che traccia il solco del “cosa sarebbe successo se l’azione di Sherlock fosse stata sempre ambientata nel periodo vittoriano”) mentre dall’altro ha il compito di consolidare meglio la geografia di certi personaggi nel mondo di Sherlock, lasciando anche spazio ad una critica verso il modello sociale vittoriano.

In definitiva, L’Abominevole Sposa è un’operazione molto audace e ben studiata che riesce a proiettarci verso una quarta stagione che, a quanto pare, porterà il gioco ad un livello più alto. È un ottimo metadone in attesa della dose massiccia che dovrebbe arrivare nel 2017 (il condizionale è d’obbligo visti gli innumerevoli impegni degli attori). Nel frattempo godetevi la visione al cinema il prossimo 12 e 13 gennaio in alcune sale selezionate che trovate a questo link. Il trailer ve lo metto lo stesso anche se so che lo avete guardato in loop svariate volte.

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