Golden Globes 2016: “rapinati” a Beverly Hills i premi per le serie tv

Ce ne sarebbero di cose da dire sui Golden Globes 2016, i premi per il cinema e la televisione che anticipano i più famosi Oscar e giunti alla 73ª edizione. Come in ogni edizione del resto. A partire da quel cottolengo del red carpet dove le migliori lattughe di Hollywood e dintorni provano a darsi un po’ di sapore sfoggiando tendaggi griffatissimi e coloratissimi con tanto di frange. Ma lascerò queste sentenze alle fashion-blogger per dare un’occhiata ai premi assegnati. E purtroppo non posso sparare sentenze sulla sezione cinematografica perché non ho visto alcuni dei film candidati ai Golden Globes dato che alcuni non sono ancora usciti nelle sale italiane. Ma anche questo conta poco dato che un film acclamatissimo ed attesissimo come Carol ancora non è stato distribuito nella mia bella città di provincia. E indovinate per lasciare spazio a chi! La peste proprio! Spero di riuscire recuperare in vista degli Oscar e nel frattempo trovate la lista completa a questo link. Ma per i premi assegnati alle serie televisive una cosa è certa: i Golden Globes dovrebbero essere rinominati Golden Robs, ovvero Rapine Dorate, dato il numero di furti che continuano a perpetrarsi negli anni. L’assegnazione dei premi parte prima di tutto da un problema di candidature: avevano destato scalpore le assenze di The JinxThe Knick, Daredevil, The Leftovers e Unbreakable Kimmy Schmidt per citarne alcune. Sul fronte degli attori mancano gli interpreti dei Jenning in The Americans (Matthew Rhys e Keri Russel), la stessa Kimmy Schmidt interpretata da Ellie Kemper e il suo compare Titus Burgess. Senza considerare che siamo nel 2016 e ancora non è stata inserita la sezione dramedy all’interno dei quali collocare prodotti come Transparent e Orange Is The New Black palesemente fuori contesto nella categoria comedy. Ma una volta uscite le nomination speravo in verdetti più normali.

La migliore serie drama è Mr.Robot una serie che per il solo cliché di aver dato il nome di EvilCorp ad una multinazionale non merita nulla. La serie di USA Network ha fatto le scarpe giustamente ad Empire, Game of Thrones e Outlander la cui candidatura probabilmente è avvenuta per caso e nessuno è sembrato accorgersene. Esce a bocca asciutta purtroppo Narcos, la serie Netflix sulla vita di Pablo Escobar.

La miglior comedy o commedia musicale è, probabilmente a sorpresa, Mozart In The Jungle che racconta la storia di Rodrigo De Souza (Gael García Bernal) alle prese con la direzione dell’Orchestra Sinfonica di New York. La comedy di Amazon ha sbaragliato la concorrenza di Veep (vincitore dell’Emmy lo scorso anno) e di Silicon Valley. Casual non pervenuto mentre per Transparent e Orange Is The New Black ho già detto che non stanno nella giusta categoria! Una quasi rapina.

Miglior miniserie o film-tv e scatta la prima rapina: Wolf Hall, miniserie della BBC2 e adattamento dell’omonimo romanzo di Hilary Mantel, è la noia. Doveva essere l’House of Cards medievale ma si è rivelato semplicemente un potente sonnifero in sei episodi. Nella stessa categoria avrebbero meritato di più Fargo e Flash and Bones. American Horror Story e American Crime, poi, sono state inserite per mascherare l’incapacità da parte della giuria di recuperare Show Me a Hero e The Jinx. TSO.

Jon Hamm vince meritatamente il premio come miglior attore protagonista in una serie drama. Il suo Donald Draper di Mad Men è senz’altro una dei personaggi migliori scritti per e interpretati in tv. Gli altri nominati erano: Rami Malek, per il ruolo di Elliot Alderson in Mr. Robot; Wagner Moura, per il ruolo di Pablo Escobar in Narcos; Bob Odenkirk, per il ruolo di Saul Goodman in Better Call Saul; Liev Schreiber, per il ruolo di Ray Donovan in Ray Donovan.

fonte: Getty Images
fonte: Getty Images

Rapina numero 2: Taraji P. Henson vince come miglior attrice protagonista per il ruolo di Cookie Lyon in Empire. Che il premio in sè andrebbe bene…se fossimo ai Teen Choice Award. Considerando che nella stessa categoria figuravano i nomi di Eva Green (splendida in Penny Dreadful) e Robin Wright per House of Cards. Viola Davis non riesce a fare la doppietta dopo l’Emmy vinto a settembre per il ruolo di Annalise Keating in How to get away with murder. Non pervenuta la verza di Cialtrona Caitriona Balfe per Outlander.

Ritornando alle comedy, Gael García Bernal (Mozart in the Jungle) vince il premio come miglior attore protagonista scavalcando Aziz Anzari, per il ruolo di Dev Shah in Master of None; Rob Lowe, per il ruolo di Dean Sanderson, Jr. in The Grinder; Patrick Stewart, per il ruolo di Walter Blunt in Blunt Talk. Salta fuori di nuovo il fuori categoria di Transparent il cui attore protagonista Jeffrey Tambor, per il ruolo di Maura Pfefferman, non riesce a bissare l’Emmy del 2015. Del resto, Transparent non è una comedy. Per le donne Rachel Bloom porta a casa il globo d’oro come migliore attrice protagonista in una comedy per il ruolo di Rebecca Bunch in Crazy Ex-Girlfriend. In un panorama di candidature scialbo dove spicca solo Gina Rodriguez per Jane the Virgin.

Aziz ansari (Master of None) che studia come perdere dignitosamente contro Jeffrey Tambor (Transparent)
Aziz Ansari (Master of None) che studia come perdere dignitosamente contro Jeffrey Tambor (Transparent)

Altro premio, altra rapina. Anzi, rapina dell’anno: Lady Gaga come migliore attrice protagonista in una mini-serie, ovvero American Horror Story: Hotel. Qua spendo due parole in più. Al netto delle candidature di Sarah Hay (Flesh and Bone) e Kirsten Dunst (Fargo) e volendo sorvolare su queste due performance clamorose, non capisco come mai abbia vinto un’attrice chiamata in causa solo per salvare in una mini-serie in fin di vita soprattutto dopo l’addio di Jessica Lange e la caduta in rovina di Kathy Bates. Quello di Lady Gaga è un ottimo inserimento promozionale mentre AHS:Hotel non è nient’altro che una serie patinata che si accanisce sul genere horror in maniera sconsiderata, promuovendo dei cliché narrativi in modo da rendere credibile un’attrice improvvisata. Con Lady Gaga siamo nella valle degli orti in versione glamour e niente di più dal momento che non è riuscita a dare spessore ad un personaggio se non dando l’impressione di stare in un porno-splatter. La confezione, in definitiva, si presenta esteticamente bene; il prodotto narrativo e recitativo molto meno. Era meglio Sarah Paulson sebbene non figuri come protagonista. Cioè Gaga Pure Di Caprio ti fa il verso!

DiCaprio Lady Gaga golden Globes 2016

Ma tra una rapina e un’altra c’è anche qualche segno di giustizia e il Golden Globe a Oscar Isaac, per il ruolo di Nick Wasicsko in Show me a hero è meritatissimo, pur non essendo esente dalle  insidie di un Idris Elba che risente da una quarta stagione di Luther decisamente sotto tono e Patrick Wilson reo, forse, di aver mostrato una recitazione pulita e senza fronzoli in Fargo (sarcasm alert). I due carciofi di David Oyelowo (Nightingale) e Mark Rylance (Wolf Hall) completano la cinquina dei nominati.

Il premio per il miglior attore non protagonista va a Christian Slater che ha sbaragliato la concorrenza di Alan Cumming (The Good Wife), Damian Lewis (Wolf Hall), Ben Mendelsohn (Bloodline), Tobias Menzies (ancora una volta Outlander, che mi sanguinano gli occhi a leggerlo in continuazione).

Ultima categoria miglior attrice non protagonista: vince Maura Tierney, per il ruolo di Helen Solloway in The Affair. Una vittoria non scontata date le candidature di Uzo Aduba, per il ruolo di Suzanne “Crazy Eyes” Warren in Orange is the New Black; Joanne Froggatt, per il ruolo di Anna Bates in Downton Abbey; Regina King, per il ruolo di Aliyah Shadeed in American Crime; Judith Light, per il ruolo di Shelly Pfefferman in Transparent.

Una edizione dei Golden Robs Globes che non smentisce il giudizio nato quando furono annunciate le nomination sommarie e superficiali perché hanno lasciato fuori prodotti televisivi di gran lunga migliori di quelli presentati in gara (all’inizio del post ne ho nominati alcuni). Probabilmente sono le candidature e i premi che ci meritiamo, parafrasando Franck Underwood che, per la cronaca, ha fatto un annuncio durante la diretta della serata di gala (House of Cards torna il 4 marzo).

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