X-Files, on-line il primo minuto del ritorno di Mulder e Scully

Il 24 gennaio 2016 è una data seriale importante perché quest’anno tornano, dopo 14 anni di assenza, David Duchovny e Gillian Anderson tornano a vestire i panni degli agenti speciali Mulder e Scully con la nuova stagione evento di X-Files, la serie sci-fi culto creata da Chris Carter. E mentre il canale Fox Sky+1 (canale 143) ha cambiato momentaneamente aspetto trasformandosi in FoxFiles – mandando in onda la mega-maratona delle nove le stagioni precedenti – il network statunitense ha rilasciato sul sito www.doyoustillbelieve.com il primo minuto della première del 2016 e che trovate anche qui sotto.

Il video ripercorre il passato dell’agente Mulder facendo riferimento al rapimento della sorella e alla sua ossessione per i fenomeni paranormali ed alieni che negli anni non ha cessato di esistere.

Un piccolo antipasto in vista del debutto americano del 24 gennaio (in Italia la serie verrà trasmessa su Fox a partire dal 26) che la community di traduttori di Italiansubs ha sottotitolato in italiano e disponibile cliccando a questo link.

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Golden Globes 2016: “rapinati” a Beverly Hills i premi per le serie tv

Ce ne sarebbero di cose da dire sui Golden Globes 2016, i premi per il cinema e la televisione che anticipano i più famosi Oscar e giunti alla 73ª edizione. Come in ogni edizione del resto. A partire da quel cottolengo del red carpet dove le migliori lattughe di Hollywood e dintorni provano a darsi un po’ di sapore sfoggiando tendaggi griffatissimi e coloratissimi con tanto di frange. Ma lascerò queste sentenze alle fashion-blogger per dare un’occhiata ai premi assegnati. E purtroppo non posso sparare sentenze sulla sezione cinematografica perché non ho visto alcuni dei film candidati ai Golden Globes dato che alcuni non sono ancora usciti nelle sale italiane. Ma anche questo conta poco dato che un film acclamatissimo ed attesissimo come Carol ancora non è stato distribuito nella mia bella città di provincia. E indovinate per lasciare spazio a chi! La peste proprio! Spero di riuscire recuperare in vista degli Oscar e nel frattempo trovate la lista completa a questo link. Ma per i premi assegnati alle serie televisive una cosa è certa: i Golden Globes dovrebbero essere rinominati Golden Robs, ovvero Rapine Dorate, dato il numero di furti che continuano a perpetrarsi negli anni. L’assegnazione dei premi parte prima di tutto da un problema di candidature: avevano destato scalpore le assenze di The JinxThe Knick, Daredevil, The Leftovers e Unbreakable Kimmy Schmidt per citarne alcune. Sul fronte degli attori mancano gli interpreti dei Jenning in The Americans (Matthew Rhys e Keri Russel), la stessa Kimmy Schmidt interpretata da Ellie Kemper e il suo compare Titus Burgess. Senza considerare che siamo nel 2016 e ancora non è stata inserita la sezione dramedy all’interno dei quali collocare prodotti come Transparent e Orange Is The New Black palesemente fuori contesto nella categoria comedy. Ma una volta uscite le nomination speravo in verdetti più normali. Continua a leggere

#PilotReview: Colony, un nuovo sci-fi con vecchie glorie (e idee) – La recensione

Altro giro altro pilot o per meglio dire altro pre-air. Questa volta tocca a Colony, sci-fi drama di USA Network rilasciato lo scorso 21 dicembre e previsto nella programmazione originaria USA a partire dal prossimo 14 gennaio. Ma qui eravamo tutti impegnati ad innalzare il livello di colesterolo nel sangue tra pranzi e cene natalizie, mica potevamo guardare la nuova serie con Josh Holloway!

«Chi?»

«Sawyer di Lost?!»

«Aaaah e dillo prima!»
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#PilotReview: Billions, il drama sulla finanza con Paul Giamatti e Damian Lewis

Gennaio è un po’ come settembre: pieno di buoni propositi e ancor di più pieno di episodi pilota che vanno a rimpinguare i già folti palinsesti televisivi. Vediamo di iniziare a procedere con ordine in modo da riuscire a non perderci nell’imminente bailamme di pilot. Oggi parliamo dell’episodio 1 di Billions, il nuovo drama di casa Showtime creato da Brian William Koppelman, David Levien (entrambi già collaboratori in The Illusionist, Ocean’s Thirteen) e Andrew Ross Sorkin, quest’ultimo autore del bestseller Too Big to Fail dal quale la serie prende ispirazione.  Continua a leggere

L’Abominevole Sposa, la recensione senza spoiler dello speciale vittoriano di Sherlock

[Sherlock ti voglio così bene che ti sei meritato la doppia recensione: quella con gli spoiler -che trovate a questo link – e quella senza spoiler – che trovate di seguito].

Steven Moffat e Mark Gattis ci hanno tenuto a digiuno due anni prima di darci in pasto un nuovo episodio di Sherlock. Soprattutto dopo la notizia che a causa di diversi impegni che hanno coinvolto gli attori della serie tv della BBC la quarta stagione sarebbe stata rilasciata non prima del 2017. E in fondo va bene così. Se non altro perché lo speciale natalizio ambientato in epoca vittoriana è un ottimo palliativo in attesa della nuova stagione che, stando alle parole del sadico Moffat, sarà un po’ dark e piena di cose che ci tormenteranno (Moffat, è l’attesa stessa della quarta stagione che ci tormenta! Ma tu lo sai e ci provi gusto, vero?). Ma veniamo al dunque: com’è questo episodio speciale di Sherlock? Diciamo che è il miglior modo per iniziare l’anno seriale. E non perché siamo reduci da una lunga attesa e i pranzi natalizi non ci abbiano saziati ma perché Moffat e Gattis ne hanno messa a segno un’altra creando uno speciale che è un gioiellino narrativo. Continua a leggere

The Abominable Bride, la recensione dello speciale vittoriano di Sherlock

[Contiene Spoiler sull’episodio di Sherlock “The Abominable Bride”]

Sherlock è finalmente tornato! A distanza di due anni dalla fine di una terza stagione un po’ sotto tono rispetto alle prime due e da quel cliffhanger che risuona ancora come un’ossessione: “Did you miss me?”. Due anni dopo l’apparizione di Moriarty sui teleschermi di tutta l’Inghilterra, Steven Moffat e Mark Gattis decidono di farci fare un balzo indietro nel tempo di poco più di un secolo in una Londra dallo stile vittoriano pullulante di carrozze, merletti e bombette e con Sherlock Holmes e John Watson alle prese con un nuovo in stile ghost story: c’è una sposa che è tornata dall’oltretomba e adesso vuole vendetta. Continua a leggere

Le migliori e le peggiori serie tv del 2015

Questo listone dei buoni e cattivi seriali del 2015 doveva uscire subito dopo Natale ma, purtroppo, ho fatto male i conti con il demone del cibo che alberga nelle case terrone durante il periodo di Natale che ti impedisce di compiere qualsiasi altra azione al di fuori del mangiare (That’s Terronia, baby!). Perciò dopo il lungo coma post-prandiale delle cene natalizie vediamo di fare un riassunto seriale del 2015 delle cose nuove belle, delle cose vecchie da portare nell’anno nuovo e di quelle da buttare dal balcone del palazzo più alto che avete in città. Sì, ci sono un po’ di serie Netflix e di HBO. E sì, mancano un paio di titoloni ma ho  dovuto mantenermi stretto e poi non stanno né nei buoni né nei cattivi. Continua a leggere

Making a Murderer: anche Netflix entra nel mondo del true-crime

Negli episodi precedenti vi avevo parlato di due prodotti seriali di notevole rilevanza sopratutto perché hanno e continuano ad avere delle conseguenze tangibili e reali. Da un lato c’è Serial, podacast radiofonico condotto da Sarah Koenig che, dopo il caso di Adnan Syed, è tornata con una nuova stagione ad occuparsi di un nuovo caso, quello del militare americano Bowe Bergdahl. Dall’altro c’è The Jinx, la docu-serie di Andrew Jarecki che racconta la storia di Robert Durst e del suo coinvolgimento in tre casi di omicidio tra gli anni ’80 e primi anni del 2000. Nonostante la differenza dei media utilizzati entrambe le serie hanno iniziato a ri-settare le coordinate del genere cosiddetto true-crime, in cui c’è un narratore/regista/autore che esamina un caso di cronaca reale e ne racconta le varie sfaccettature. Ed è in questo contesto che si colloca anche Making a Murderer, la docu-serie in 10 episodi di Netflix che racconta la storia di Steven Avery, un uomo che ha scontato 18 anni di carcere per uno stupro che non ha mai commesso e che attualmente è detenuto con l’accusa di aver ucciso una giovane donna, Teresa Halbach.
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Jane the Virgin, la dramedy che fa il verso alla telenovela

Qua ci stiamo dando troppo alle cose impegnate e drammatiche. Bisogna dare un po’ di colore a questo blog che ormai sta parlando solo di cose che raccontano angoscia, malinconia e delitti. Quindi ho dato un’occhiata al calendario e ho visto che tra i regali di Natale di Netflix c’è prima stagione di Jane the Virgin, la comedy dell’emittente americana CW adattamento della telenovela venezuelana Juana la Virgen.

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fonte: CW

A scanso di equivoci diciamo subito che Jane the Virgin NON è una telenovela. Ripeto: NON è una telenovela. Cioè ha la forma e la costruzione di una soap opera ma al tempo stesso ne è la parodia. È insomma una di quelle cose leggere ad alto tasso di intrattenimento ben fatte e che non perde vigore nel corso dei 22 episodi. Continua a leggere